La Chiesa Parrocchiale e la Storia di Maser

Le origini della Parrocchia

Tra il Trecento e il Quattrocento, la chiesa di Maser venne elevata a dignità di parrocchia con l’unione della cappella di Sant’Andrea di Muliparte; da quel momento in poi rimase sostanzialmente indipendente dalla matrice di Cornuda.

 

L’antica sede parrocchiale era originariamente la cappella di Sant’Andrea, situata nell’attuale località di Muliparte, al confine con il territorio di Cornuda. La chiesa, tuttora esistente, è attestata già nel XIII secolo e costituiva il centro della vita religiosa per i paesi di Maser, Cornuda, Crocetta, Nogarè e Ciano.

 

Nel territorio di Maser esisteva inoltre fin dal 1152 una cappella intitolata a San Paolo, situata dove sorge l’odierna chiesa parrocchiale. Nel XVII secolo tale struttura venne ingrandita e divenne la nuova chiesa parrocchiale del paese. Presentava già l’altare principale e quattro altari laterali posizionati a ridosso dei muri perimetrali. Era priva di abside e, in corrispondenza dei vari altari, ospitava al suo interno le tombe dei sacerdoti della comunità e di alcuni benefattori.

Le trasformazioni architettoniche

L’attuale struttura ha subìto nel corso dei secoli diversi rimaneggiamenti e ha assunto la fisionomia odierna in seguito al restauro del 1860 (completato intorno al 1863):

 

  • L’allungamento e la consacrazione (Settecento): Una consistente ristrutturazione nel XVIII secolo portò alla costruzione dell’abside e all’allungamento dell’edificio fino alle dimensioni attuali. Il 15 settembre 1776 la chiesa fu consacrata alla memoria dei Santi Paolo e Andrea dall’allora vescovo Paolo Francesco Giustiniani, con memoria da celebrarsi il 25 gennaio. Pertanto, la parrocchia è propriamente dedicata alla Conversione di San Paolo.

 

  • La lapide della consacrazione: La lapide attualmente posta sulla facciata, accanto al portale d’ingresso, fu voluta dal vescovo Giustiniani in ricordo della consacrazione. Originariamente si trovava all’interno dell’edificio, sopra la porta d’ingresso, e fu spostata all’esterno quando la chiesa venne provvista di cantoria e organo (di dimensioni più modeste rispetto agli attuali).

 

  • Le cappelle e l’allargamento perimetrale: La costruzione delle quattro cappelle laterali per accogliere i rispettivi altari si è completata nella seconda metà del XIX secolo. Tra un altare e l’altro fu creato un collegamento di pari larghezza utilizzato come ripostiglio; in questa sede è stato collocato anche il Battistero, che forma una sorta di cappellina riservata. In questo modo i muri perimetrali esterni hanno subito delle modifiche, rendendo l’edificio più largo rispetto al progetto iniziale.

 

  • La pavimentazione: Con il restauro del 1860 venne posato un nuovo pavimento che coprì quello precedente, nascondendo le tombe e le iscrizioni funerarie, le quali tuttavia non sono mai state rimosse né traslate.
La Torre Campanaria

Non si hanno notizie precise sulla storia della torre campanaria. Si sa che ne esisteva una più antica e che l’odierno campanile era ancora in costruzione nel 1789; non è certo se si tratti di una struttura del tutto nuova o dell’innalzamento di quella preesistente.

 

È invece documentato che le nuove campane vennero acquistate e consacrate nel 1780, mentre nel 1872 fu posizionato l’orologio che ancora oggi scandisce il tempo della parrocchia.

La Torre Campanaria

Presbiterio e Abside

  • Statue dei Titolari: Nell’abside spiccano le notevoli statue in pietra tenera dei due apostoli titolari, San Paolo (a sinistra) e Sant’Andrea (a destra), la cui paternità è contesa tra gli scalpellini Giuseppe Torretto e Antonio Marchiori.

 

  • Tele laterali del Presbiterio: Adornano i lati del presbiterio due grandi opere: La Risurrezione, attribuita a Paolo Fiammingo (XVII secolo), e La visitazione dell’Imperatrice Faustina a Santa Caterina in carcere, attribuita a Carlo Caliari (1570-1596).

 

Altari Laterali

I quattro altari laterali ospitano importanti dipinti di proprietà delle Belle Arti:

 

  • Primo altare laterale sinistro (dal fondo): Tela raffigurante i SS. Paolo e Giacomo il Maggiore di Bonifacio Veronese (1478–1553).

 

  • Secondo altare laterale sinistro: Madonna con Bambino di Leandro Da Ponte (1557–1622) e un dipinto di attribuzione incerta raffigurante probabilmente Il sacrificio (affidato da alcune fonti a Leandro Da Ponte e da altre al Veronese).

 

  • Primo altare laterale destro (dal fondo): Il Crocifisso di Giulio Carpioni (1611–1674).

 

  • Secondo altare laterale destro: La Visitazione di Carlo Ridolfi (1594–1658). Davanti a questo quadro si trova la statuetta del Gesù Bambino di Praga, donata alla parrocchia dalla contessa Marina Volpi, allora proprietaria di Villa Barbaro e dei terreni annessi.

 

Soffitto

L’unico quadro di proprietà della parrocchia è il grande dipinto a olio posto sul soffitto, raffigurante la Conversione di Saulo sulla via di Damasco. In origine il soffitto era abbellito da un affresco dal tema analogo che però, pochi anni dopo la realizzazione, risultava fortemente danneggiato. L’allora parroco, don Ferdinando De Zen, commissionò quindi a Carlo Linzi la stesura della grande tela attuale.

 

Organo e Cantoria

Sopra l’ingresso principale è collocato il grande organo, dono del commendator Giuseppe Giacomelli, benefattore della parrocchia. Costruito dalla ditta F.lli Pugina di Padova, venne inaugurato insieme alla nuova cantoria il 25 agosto 1889. L’organo è a trasmissione meccanica con 26 registri reali. La tela che copre la canna d’organo raffigura Santa Cecilia, patrona dei musicisti.

Approfondimento: Il Santo Bambino Gesù di Praga

Storia e Devozione

L’immagine originale è una statua alta 47 cm (probabilmente con anima in legno rivestita di tessuto e ricoperta di cera) scolpita nel Sud della Spagna nel XVI secolo da uno scultore sconosciuto. Giunse a Praga tramite la famiglia dei conti di Treviño e duchi di Nájera, ambasciatori della monarchia spagnola. Nel 1628 venne donata ai Carmelitani Scalzi della chiesa di Santa Maria della Vittoria da Polixena Lobkowicz, che l’aveva ricevuta come dono di nozze dalla madre María Manrique de Lara.

 

Oggetto di profonda devozione per la sua fama miracolosa, la statua ha ottenuto diversi riconoscimenti papali:

 

  • Leone XIII istituì la Congregazione del Bambino Gesù di Praga nel 1896.

 

  • Pio X organizzò la Fratellanza del Bambino Gesù di Praga nel 1913.

 

  • Benedetto XVI le ha donato una corona d’oro durante la sua visita apostolica nella Repubblica Ceca nel settembre 2009.

 

La statua è dotata di due corone: la prima fu posta sul capo del Bambinello nel 1655 dal vescovo ausiliare di Praga (evento ricordato ogni anno nell’ultima domenica di maggio). Tradizionalmente la statua viene vestita con abiti tessuti a mano; il suo guardaroba conta oltre cento esemplari giunti da tutto il mondo (Sicilia, Polonia, Filippine), i più antichi dei quali risalgono al Settecento.

 

Leggende sulle Origini

Attorno alla statua sono norde diverse leggende. Una di queste narra che, al tempo delle guerre tra Cristiani e Mori nella penisola iberica, in un convento carmelitano del sud della Spagna rimasero solo quattro frati. Uno di loro, frate Giuseppe, nutriva una profonda devozione per Gesù Bambino. Un giorno, mentre lavorava nel cortile, ebbe la visione di un fanciullo che lo invitava alla preghiera. Durante la recita dell’Angelus, giunto alle parole «benedetto il frutto del tuo seno, Gesù», il frate sentì il bambino aggiungere «Sono io», prima di scomparire. Il volto di quel piccolo rimase per sempre impresso nella memoria del frate, ispirando così la realizzazione della scultura.

Chiesetta di Sant’Andrea a Muliparte

(Via Sant’Andrea – Muliparte – Visitabile all’interno chiedendo al custode)

 

Il toponimo Muliparte (da Monteleopardo) ha un’origine incerta: nel 1200 è attestata in zona la presenza della famiglia dei Da Muliparte. Fino alla metà del XV secolo questa chiesetta fu la parrocchiale della frazione di Muliparte (l’antico Castrum Montis Leopardis).

 

Nel corso dei secoli il borgo di Muliparte perse gradualmente la propria autonomia a favore del centro di Maser; di conseguenza, la parrocchia si ridusse al ruolo di chiesa campestre.

 

L’edificio è stato più volte modificato e ricostruito fino ad assumere l’aspetto attuale con gli interventi del 1856. All’interno si conserva un Crocifisso ligneo del XV secolo, pregevole opera di arte popolare.